Crescita personale Pratiche olistiche

ASCOLTARE PER GUARIRE

ASCOLTO ATTIVO

Ascoltare : pratica dimenticata?

Intro ♫ Lentamente – A.Branduardi

E’ sbalorditivo come certe cose che sembrano insolubili diventano solubili se qualcuno ci ascolta, come una confusione che sembra irrimediabile si trasforma in un flusso che scorre con relativa limpidezza. Ho apprezzato profondamente le volte in cui ho sperimentato questo ascolto sensibile, empatico, concentrato.
Carl Rogers (psicologo statunitense, fondatore della terapia non direttiva (1902-1987))

 

Nel mondo moderno ed iper-tecnologico che ci “tempesta” giornalmente di una quantità enorme di informazioni, e delle quali appena solo una parte riesce materialmente ad “arrivare”,  < Può esserci il tempo per “l’Ascolto? >”.

Ascoltare è una cosa “lenta”, è una cosa propria dei ritmi naturali, del battito di un cuore o dell’avvicendarsi dei respiri, della risacca di un bagnasciuga o del volteggiare di un grifone.

La fretta, invece, è quella che parla, parla, parla, parla……..che non ascolta nessuno, neanche se stessa.

La fretta è quella cosa che mentre ne pensi 10 ne stai facendo altre 5 e, _ non _ ascolti _ niente!

La fretta è quella che non ti ricordi se uscendo hai chiuso la porta di casa, in quale tasca hai messo il telefonino e su quale via hai parcheggiato la macchina, dove ti sei fatto quel livido sulla gamba, e dove hai preso quel taglietto sul dito che sanguinando ti ha sporcato la maglietta.

La fretta è quella cosa che spegne l’ascolto,_degli_altri_e_di_se_stessi_!

La fretta è quella cosa che ammassa dentro ognuno di noi una materia che col tempo diventa magma incandescente pronto ad eruttare alla prima fessurazione della crosta o altrimenti a corrodere “dentro” tutto ciò con cui viene a contatto.

In realtà, non è proprio la fretta a provocare ciò; la fretta  più che altro impedisce la fuoriuscita in tempo immediato della sovrapproduzione quotidiana di stress, provocando quindi una ritenzione di tossine psichiche, assimilabile come principio alla ritenzione dei liquidi della cellulite.

Se ci concedessimo tempo, se concedessimo ascolto a noi stessi ed agli altri, non immagazzineremmo stress in forza di un bellissimo gioco di mutuo aiuto-reciproco.

Io parlo _ tu ascolti _ tu parli _ io ascolto!

 

Intermezzo ♫  Pink Floyd – Speak To Me\Breathe 

 

Ecco allora che entra in scena quello che è stato denominato “Ascolto Attivo” e cioè l’azione che un operatore svolge per permettere il drenaggio della pressione “stressoria” dell’utente.

Da non confondersi col colloquio psicologico e ne tantomeno psichiatrico perché l’operatore dell”ascolto attivo” è, per usare un modello molto anglosassone, un “facilitatore” del trasferimento dello stress verso l’esterno “senza però esprimere alcun giudizio sulla natura dello stress stesso”.

Questo operatore è un po’, si perdoni la goliardia della similitudine, come la valvola della pentola a pressione che apre per far uscire la pressione in eccesso senza curarsi se in cottura ci siano fagioli o cavolfiori.

L’Ascolto Attivo, è un atto tecnico ma di talento, bisogna studiare le tecniche in uso, fondamentalmente di origine PNL, ma bisogna soprattutto essere dotati di quella sensibilità d’animo che sappia raccogliere e non giudicare, che sappia sostenere senza misurare, che sappia accompagnare senza valutare, che sappia anche emozionarsi, perché no, non è mica un marziano, ma senza mai gravare sull”Ascoltato”.

Questo operatore non è in competizione con psicologi o psichiatri, perché non fa diagnosi ne cure, potrebbe anche essere complemento attivo degli stessi, ma è soprattutto un valido sostegno per coloro che, ritenendo eccessivo il dialogo col terapeuta accademico, desiderino più semplicemente _ Parlare, Sentirsi ascoltati, Sentirsi accolti, Sentirsi ospitati senza l’obbligo di ricevere giudizi o consigli o opinioni o ricette.

Dare ascolto è più pregnante del semplice ascoltare, è fare dono all’altro di una presenza ascoltante: lascio che l’altro mi stia di fronte, che mi parli attraverso tutta la sua persona (il suo corpo, il suo vestito, il suo linguaggio, il suo profumo, il suono della sua voce…). Ascolto è anche dono del tempo: attendere l’altro, con le sue esitazioni e i suoi ritardi, con la sua difficoltà ad esprimersi, con i suoi timori e le sue reticenze.

Ogni cosa alla sua stagione (Enzo Bianchi, 1943,  scrittore italiano)

Coda ♫  Terry Oldfield – Forest Magic

 

 

 

 

 

000Biglietto visita 2014

Si ringrazia www.anesidora.it come depositario della prima pubblicazione dell’articolo

Declaratoria obbligatoria per la legge italiana : quanto scritto in questo articolo è il sunto di opinioni, idee, esperienze e simili in linea con la Costituzione Italiana che sancisce la libertà di pensiero e di espressione delle proprie idee. I suddetti non sono consigli medici o terapie, per le quali, per legge, è necessario un medico laureato, abilitato e iscritto all’albo. Tali scritti non si pongono in conflitto con la medicina ufficiale ma anzi la integrano nella promozione del benessere globale della persona.

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