Crescita personale

Depurazione…..Mentale

Left and right brain showing different functionsUn uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre… Ma non può contenere la primavera.  (Mohandas Karamchand Gandhi 1869/1948)

Depurazione……Mentale

Ogni giorno che passa, sempre più mi convinco che il benessere come stato compiuto dell’individuo o dell’intero “Corpo-E-Mente” passi per una crescita personale, propria, individuale, esclusiva, voluta e cercata senza passare tramite alcun mediatore, quelli “accreditati” poi… sono i primi da scansare!

 

 

caos

 

La salute fisica non può essere data da chi spacciandoti le pillole guadagna i viaggi premio; il progresso scientifico non può essere perseguito da chi per procurarsi finanziamenti deve “continuare-perennemente-a-ricercare-senza-trovare-una-soluzione ”; il miglioramento sociale non può essere amministrato  da chi governa il potere temendone l’alternanza; l’informazione corretta non può essere gestita da chi prende lo stipendio da coloro che scelgono quale notizia trasmettere; la legge non può essere dettata dalle “voci di popolo” che si sa quanto facilmente siano condizionabili; la saggezza non può essere attinta da chi lavorando nell’ombra trama ed architetta piani per diventare sempre più potente; i rapporti economici e sociali non possono essere regolati da chi trae un guadagno specifico.

 

 

4 T

Ed ecco allora la necessità di scrollarsi di dosso tutti questi “parassiti mentali”, e non solo purtroppo, per ambire a “vivere meglio, sani, liberi, leggeri, in armonia e serenità”.

Senza dottori, ne laureati, ne luminari, ne celebrità, ne sacerdoti, ne capipopolo, ne tribuni,  ne guru, ne saggi, ne “selfmademan”……..

Sicuramente gli appartenenti alle categorie citate avranno un moto di sdegno e disapprovazione, senza comprendere, almeno in quelli in buona fede, quanto l’inganno e la coercizione occulta, impieghino e consumino essi stessi nel meccanismo maligno di destituzione dei diritti elementari degli esseri viventi.

 

Sembra facile detto così, ma in una società, così strutturata in mille fili di controllo intrecciati fra di loro, come si può fare ad emancipare il proprio spirito senza rimanere schiacciati dalla reazione ortodossa?

Come una carta assorbente, afferrare ogni segnale, ogni messaggio, ogni stimolo di elevazione intellettuale e spirituale di natura incondizionata utilizzando al massimo la percezione più profonda; certo, senza annullare la mente ma cercando di evitarne al massimo il potere di auto-flagellazione e di auto-ostruzionismo indotti dalle caste e dalle culture bigotte, per tenere il popolo al guinzaglio.

Evitare il conflitto con la conformità, rimanendo nel proprio ambiente vitale, ma diventando totalmente gestori delle proprie idee, dei propri pensieri, delle proprie azioni.

meditAttenzione, idee, pensieri ed azioni potrebbero essere in controtendenza o anche in linea, non importa, non ci si deve scandalizzare, non si deve fare la guerra alla convenzione, ma bensì liberarsene nella qualità della imposizione mentale, andando a scegliere ogni volta, ogni occasione, ogni secondo quel che il nostro spirito richiede e non quel che si sarebbe “dovuto fare”.

Creare uno stato di quasi meditazione permanente con la percezione del momento presente ed invertendo gli attori della scena abituale, e cioè far diventare le grida della società voci soffuse in secondo, terzo, quarto piano mentre protagonista, indiscussa e soprano, quella del proprio spirito.

E’ difficile?       NO!!!

Come ogni cosa che non si sa fare, pazientemente si inizia con brevi e semplici esercizi; questi col tempo, diverranno sempre più durevoli e complessi se si eserciteranno con ritmo, passione e giocondità.

Il “mostro trituratore” ama l’affermazione, non importa se positiva o negativa purchè essa sia, ma teme terribilmente l’indifferenza, la noncuranza, il distacco.

Ed in conclusione, appunto, non del mostro ci si deve preoccupare, si deve invece condensare l’attenzione sulla propria sfera personale di vita relazionale con l’obiettivo di renderla in assoluto, OGNI GIORNO MIGLIORE!

Credendo a se stesso, l’uomo si espone sempre al giudizio della gente. Credendo agli altri ha sempre l’approvazione di chi lo circonda. (Lev Tolstoj 1828/1910)

©giuseppe fadda  <riproduzione riservata>

 

 

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